Come l’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui i clienti scelgono ristoranti, hotel e location.
La prossima prenotazione potrebbe non iniziare da Google, Instagram o dal passaparola ma da una domanda rivolta a un’intelligenza artificiale (AI).
“Cerco un ristorante intimo per una cena di lavoro, con opzioni vegetariane, parcheggio comodo e una carta dei vini interessante.”
Fino a poco tempo fa, per rispondere a un bisogno così specifico, il cliente doveva trovare e consultare diverse opzioni attraverso ricerche stratificate. Oggi, può fare una semplice domanda all’intelligenza artificiale per ottenere in un istante la sua rosa di possibilità.
Ed è qui che cambia la partita per ristoranti, hotel, location per eventi: non basta più essere presenti online. Bisogna essere rintracciabili, comprensibili e credibili nei luoghi in cui il cliente cerca, verifica e decide, AI compresa.
L’AI è già entrata nel processo decisionale
L’AI è sempre più spesso il punto di partenza di una ricerca e il filtro che riduce le alternative.
A confermare la crescente familiarità con l’AI è una ricerca Ipsos commissionata da Google: il 43% degli adulti italiani intervistati dichiara di aver utilizzato l’AI generativa nell’ultimo anno.* [La ricerca è stata condotta online su circa 1.000 adulti italiani, all’interno di uno studio internazionale].
Nel settore travel, la direzione è ancora più evidente. Secondo una ricerca globale di Booking.com, il 67% degli intervistati dichiara di avere già utilizzato l’AI in qualche fase del viaggio. Tra questi, il 36% dichiara di usarla per ricevere raccomandazioni su i ristoranti.*
*Fonte: Booking.com — Global AI Sentiment Report.
La domanda, quindi, non è più se l’AI entrerà nella customer journey.
La domanda è: che cosa troverà quando cercherà informazioni sulla tua attività?
Il filtro non è più la parola chiave
Una ricerca tradizionale parte da poche parole chiave come “ristorante di pesce Palermo”. Una richiesta rivolta a un sistema conversazionale, invece è molto più articolata.
Questa differenza modifica il tipo di visibilità che un’attività deve costruire. Se prima, il nostro lavoro puntava a posizionare il brand per specifiche parole chiave adesso il posizionamento si estende ai dettagli dell’offerta, dei servizi, delle occasioni di consumo ecc.
L’AI può suggerire soltanto attività per le quali trova informazioni sufficientemente chiare e coerenti.
L’influenza dell’AI sul funnel decisionale
1. Scoperta: l’AI costruisce la prima rosa di opzioni
Nella fase esplorativa il cliente sta cercando possibilità. È il momento in cui una richiesta articolata all’AI può diventare una shortlist di ristoranti, hotel o location che sembrano rispondere ai criteri indicati. Qui l’obiettivo non è ottenere una prenotazione immediata. È entrare nella rosa iniziale.
2. Valutazione: la reputazione decide se la shortlist resta in piedi
Essere inclusi tra le opzioni è solo il primo passo. Il cliente verifica: legge le recensioni, guarda le foto, controlla il menu, confronta i prezzi, osserva l’atmosfera e cerca conferme sui social o sul sito. Secondo FIPE, il 65,5% dei consumatori legge recensioni online prima di scegliere un ristorante.*
*Fonte: FIPE — La ristorazione nell’era delle recensioni online.
3. Conversione: il cliente esce dall’AI
La decisione finale avviene spesso fuori dal sistema generativo. La conversione dipende dalla qualità dell’esperienza che trova dopo: informazioni aggiornate, risposta tempestiva, procedura di prenotazione semplice. È essenziale presidiare in maniera funzionale ogni canale digitale.
Il vero rischio: essere presenti ma non essere comprensibili
Molte attività hanno già un sito, un profilo Instagram, una scheda Google e decine di recensioni. Questo, però, non significa che la loro identità digitale sia leggibile. Informazioni incomplete, menu non aggiornati, orari diversi sulle varie piattaforme, spesso impediscono la lettura da parte dell’AI.
GEO: Generative Engine Optimization
Il termine indica l’insieme delle attività che rende un brand rintracciabile, interpretabile e potenzialmente citabile nelle risposte dell’AI. È però necessario costruire un’architettura solida di informazioni, posizionate nei punti giusti sul sito e sui social, e un Business Profile aggiornato.*
*Fonte: Google Search Central — AI features and your website.
La logica è semplice: prima di essere consigliata, un’attività deve essere descritta in modo chiaro ed esaustivo.
Il sito web è il primo mattone, non è un accessorio
Il sito deve spiegare chiaramente ciò che l’attività è e ciò che può offrire.
La scheda Google Business Profile sempre sul pezzo
Una scheda Google incompleta o incoerente indebolisce la fase di valutazione.
Le recensioni sono una riprova sociale
Le recensioni devono essere monitorate e ricevere sempre risposte professionali.
I social sono la tua tua finestra sul mondo
Fondamentali per la validazione visiva ed emotiva, essenziali per il posizionamento.
In definitiva, come farsi scegliere dall’AI?
È necessaria una presenza online così chiara, riconoscibile e coerente da poter essere compresa dalle intelligenze artificiali e scelta dalle persone.
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